Recensioni

Lo Sgnumfo

Una fiaba moderna che unisce mistero, umorismo e tenerezza per raccontare il potere dell’immaginazione contro l’avidità e la crudeltà

Leggo spesso libri per ragazzi e vengo sempre ripagata da una forte dose di meraviglia, stupore e serenità. La letteratura per i più giovani – ingiustamente sottovalutata – lavora su meccanismi emotivi che per gli adulti sono un po’ arrugginiti e ci aiuta a rimettere a fuoco il bambino che è in noi; ci allena ad ascoltarlo, perché se è vero che crescendo abbiamo imparato molte cose che da piccoli non sapevamo, altrettanto vero è che quando eravamo bambini sapevamo istintivamente cose che da adulti abbiamo dimenticato. Rispolverare, insomma, non fa male.

Il romanzo di Stefano Bortolotti (@Morgoroth sui social) mi ha attratta fin dal momento in cui è stato annunciato come vincitore del premio letterario Il Battello a Vapore. L’ho divorato in una serata: una fiaba moderna raccontata con uno stile brillante, personaggi incredibili, colpi di scena vividi e una coppia di protagonisti adorabili non meno di quanto siano memorabili.

Quando la piccola Viola e sua madre Vera si trasferiscono nella maestosa residenza della zia, la signorina Mefelide Malabrogi, non hanno idea che la donna sia una delle creature più crudeli, egoiste e avide che esistano al mondo; con alle spalle una vita molto dura, Vera spera che il trasferimento dalla zia sia la svolta che aspettava per non dover più battagliare per mettere in tavola un pezzo di pane. Invece Mefelide si rivela essere una megera, e riduce Vera in una schiava. Ben presto, Viola si rende anche conto che le persone che entrano nella villa sembrano sparire nel nulla, volatilizzarsi. Indagando sui misteri che circondano la casa, la bambina fa la conoscenza di una piccola e adorabile creatura – lo Sgnumfo del titolo – e di un vagabondo e della sua gattina – Tancredi e Minerva – che le saranno fondamentali per prendersi la rivincita sull’odiosa zia e liberare la mamma dal suo giogo crudele.

Bortolotti ha una penna arguta che fa ridere e riflettere, la sua ironia è pari alla bravura che dimostra nel dare vita ai suoi personaggi, e Lo Sgnumfo, oltre a strizzare l’occhio agli appassionati di letteratura classica, fa un’analisi importante sul potere delle parole, i rischi dell’avidità, e l’importanza di avere sempre in casa una scatola di biscotti secchi… e di lenticchie, ‘che non si sa mai.

Lascia un commento