Premio Strega 2025 vince Andrea Bajani
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Bajani trionfa al Premio Strega 2025

Lo scrittore romano ha vinto la 79esima edizione con “L’anniversario”, edito Feltrinelli

Nella rovente Villa Giulia, a Roma, si è chiusa la 79esima edizione del Premio Strega: il vincitore del 2025 è Andrea Bajani con il suo “L’anniversario”, edito da Feltrinelli, che ha ottenuto 194 voti dalla giuria, sbaragliando i concorrenti e conquistando così la doppietta dello Strega e dello Strega Giovani.

Bajani ha portato così Feltrinelli di nuovo sul gradino più alto del podio dopo vent’anni (l’ultima volta aveva vinto nel 2005 con Maggiani), con un romanzo breve ma denso, essenziale e potente. L’anniversario è un monologo, una lunga lettera mai spedita, una ricognizione sulle macerie del patriarcato vissuto in casa propria dal protagonista. È la voce di un figlio che torna a parlare, dopo dieci anni, al padre che ha fatto del silenzio una legge e della violenza una grammatica. Non ci sono fronzoli nel testo di Bajani, né redenzione; non c’è volontà né tentativo di giustificare il dolore: è una lama affilata che entra nella carne viva della memoria e, mentre taglia, illumina.

Bajani racconta con freddezza chirurgica una frattura, un vuoto, la resa dei conti di una famiglia spezzata e di ciò che succede dopo aver avuto il coraggio di dire “basta”. Il suo è il monologo di un figlio che celebra l’anniversario del momento in cui ha visto per l’ultima volta i suoi genitori e si è distaccato definitivamente da loro, dal padre violento e dalla madre muta che ha sopportato troppo a lungo.

Dietro Bajani, Elisabetta Rasy con “Perduto è questo mare” di Rizzoli, che ha preso 133 voti; Nadia Terranova con “Quello che so di te” di Guanda, 117 voti; Paolo Nori con “Chiudo la porta e urlo” di Mondadori, 103 voti; Michele Ruol con “Inventario… foresta brucia” di Terrarossa, 99 voti.

Il premio è stato consegnato nel Ninfeo del Museo Etrusco e la serata è stata condotta da Pino Strabioli con i firmamenti di Anna Foglietta e Filippo Timi. Foglietta ha omaggiato Pasolini nel 50esimo anniversario della sua scomparsa e poi, in chiusura del suo intervento, ha pronunciato un “Palestina libera” ribelle e sentito, accolto da un applauso non proprio formale, perché il Premio Strega è anche questo, un luogo dove la letteratura incontra il mondo, non sempre in punta di piedi come siamo stati abituati a pensare.

È spiccata in questo senso l’assenza del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che qualche ora prima aveva dichiarato che non sarebbe stato presente perché “non aveva ricevuto i libri”. La fondazione Bellonci ha risposto rapidamente: “non li inviamo al ministro, solo alla giuria”.

Il Premio Strega è il premio letterario italiano più influente e quello che incide di più sulle vendite dei libri. Viene assegnato ogni anno a un libro uscito tra il primo marzo dell’anno precedente e il 28 febbraio di quello in corso ed esiste dal 1947. Le librerie generalmente espongono i libri candidati e il vincitore con apposite fascette gialle e questo influisce notevolmente sugli acquisti dei lettori perché quella fascetta diventa sinonimo di qualità, vista la fiducia che viene riconosciuta al concorso nel selezionare opere meritevoli.

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