Recensioni

Supersaurio

Ambientato in un supermercato simbolo del capitalismo più spersonalizzante, “Supersaurio” racconta con stile diretto e umoristico il disincanto di tutta una generazione 

La generazione più istruita della storia e anche la più povera: i Millennials, nati tra gli anni ‘80 e 2000, sono definiti in molti modi ma spesso vengono etichettati – a ragione – come “la generazione dimenticata”. Sono i giovani adulti di oggi, fra i trenta i quarant’anni, alle prese con la precarietà, la crisi sociale, la ricerca di se stessi: sono – siamo – nati nel pieno della transizione dalla vita analogica a quella digitale, abbiamo assistito alla nascita di Internet, dei cellulari, dei social media, dello smartphone; ci siamo affacciati al mondo del lavoro dopo la grande crisi economica del 2008 o a cavallo della stessa, abbiamo affrontato stage non pagati, contratti svilenti rinnovati di due mesi in due mesi, ci hanno pagato con voucher postali, rimborso spese, borse di studio, tutte le diavolerie mai venute in mente a essere umano seduto sullo scranno di chi “può e quindi decide”. Siamo la generazione del compromesso, quello che non vogliamo fare e quello che siamo costretti a siglare, perché abbiamo le bollette da pagare. Aperti alla diversità e più sensibili alle tematiche ambientaliste, sociali, identitarie, eppure travolti dall’eredità di un mondo che sembra soffocarci e ci dà rabbia, così tanta rabbia che ci espone alle umilianti risatine di chi questa generazione non può comprenderla, perché non ne riconosce l’assurda difficoltà. Di questo e molto più parla Supersaurio, romanzo d’esordio di Meryem El Mehdati che con la sua voce fresca e tagliente racconta con ironia e lucidità la precarietà lavorativa e le contraddizioni della generazione dei Millennials, appunto. 

La protagonista, Meryem, è una 25enne di origini marocchine che dopo svariati anni di studio e specializzazioni si trova a lavorare come stagista sottopagata presso una grande catena di supermercati, la Supersaurio. Tra le pagine del romanzo, con linguaggio diretto e ironico, l’autrice racconta le difficoltà di una giovane donna che entra nel mondo del lavoro e affronta temi come lo sfruttamento, la discriminazione, il razzismo, la misoginia e la ricerca di un’identità in un contesto alienante tanto quanto opprimente. Meryem trova rifugio su Internet, nella scrittura di fanfiction e nella condivisione delle sue storie con gli amici, eppure di Internet – e soprattutto dei social media – è in grado di vedere anche il lato più oscuro: l’anestetizzante scroll che fa perdere ore davanti a contenuti che nemmeno le interessano davvero ma che diventano, appunto, un ottimo strumento di evasione da una realtà soffocante. El Mehdati alterna momenti di comicità a riflessioni profonde sulla condizione giovanile contemporanea e ha una capacità unica di mescolare umorismo e critica sociale: parla di rabbia, di dolore, di sentimenti, del fallimento che deriva dalla necessaria arresa a un sistema che non ci piace, non ci piacerà mai, ma di cui volenti o nolenti dobbiamo per forza essere parte. Supersaurio è una satira sociale brillante e personale, capace di raccontare con autenticità la condizione di chi vive “a un passo dal futuro ma senza le chiavi per aprirlo”.

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