Mi tolgo il dente subito: PECCATO per la questione magica.
Questo sarebbe stato un grande romanzo, se l’autrice (Philippa, che combini?) non si fosse lasciata andare nell’attribuire poteri magici alla protagonista: mi sarebbe andato benissimo se Elizabeth avesse creduto di poter disporre degli elementi a suo piacimento, ma in taluni passaggi è resa tanto evidente la presunta “veridicità” di quanto scritto che fa davvero storcere il naso.
Andiamo con ordine.
Chi è la regina della rosa bianca?
Elizabeth Woodville ha una storia affascinante.
Nata in una famiglia nobile nel pieno della Guerra delle Due Rose, ha sposato un cavaliere di Lancaster ed è rimasta vedova molto giovane. Madre di due figli, si è vista spogliare di tutti i suoi beni quando il casato di York ha preso il sopravvento. Per questo, decisa a rivendicare i propri diritti, nel 1464 si fa ricevere dal nuovo re, Edoardo IV (uno dei così detti “tre figli di York”, Edoardo, Riccardo e Giorgio).
Edoardo si innamora perdutamente di questa bellissima donna: la desidera moltissimo, ma Elizabeth è abbastanza furba da porre un veto; o il matrimonio, o niente (vi ricorda qualcosa?).
Ed Edoardo (la storia si ripete sempre) la sposa.
Questo matrimonio ha degli esiti imprevedibili: il più fidato degli uomini di Edoardo, il suo consigliere, sir Richard Neville conte di Warwick (categoria infima), altrimenti noto come “the Kingmaker“, il creatore di Re, si oppone testardamente a Elizabeth e a tutti i Rivers, suoi congiunti (Rivers era il titolo da conte del padre) che la giovane donna impianta nelle cariche più importanti a corte.
È sempre avvenuto ed è stato molto interessante leggerlo di nuovo: il consiglio del re ha sempre detestato le donne intelligenti, fossero esse nobili o meno, ma a maggior ragione quando venivano da una famiglia di dubbi natali.
E le donne intelligenti sapevano molto bene che non bastava indossare una corona per essere regine: perciò, proprio come farà Anna Bolena più avanti, anche Elizabeth fa pressioni sul marito affinché si circondi -e la circondi!- della tipologia più fedele di consiglieri e servitori: fratelli, figli, nipoti, zii, genitori e nonni.
I Rivers diventano in breve tempo la famiglia più potente dell’Inghilterra.
Il Conte di Warwick ovviamente non sta a guardare: passa dalla parte di Lancaster e si porta dietro moltissima gente. Appoggiando la regina Margherita D’Angiò e il suo folle marito Enrico VI, cerca di riportare il casato al potere.
I giochi di potere sono innumerevoli e tra gli stessi fratelli si creano contese: Giorgio è il più ambizioso dei tre, e brama segretamente di ottenere il trono del fratello, screditandolo in qualsivoglia modo; arriva a sposare la figlia maggiore di Neville, Isabella. (altro personaggio storico sulla cui vita vorrei leggere qualcosa)
Riccardo è la fedele mano armata di Edoardo: eppure Elizabeth non può che nutrire dubbi su di lui, così violento e dal cuore così nero.
Elizabeth ed Edoardo hanno molti figli, 9 in tutto: la maggiore, Elisabetta, è la prediletta di suo padre e gioca un ruolo importantissimo nel dipanarsi della vicenda. Nascono anche tre maschietti: Edoardo, l’erede al trono, Riccardo, suo fratello, e infine Giorgio, il più piccolo della nidiata, che morirà da piccolo.
Edoardo e Riccardo hanno un destino tormentato. Noi oggi, li ricordiamo come i “principi della torre”.
Le mire del Conte di Warwick falliscono: dopo un breve periodo di circa cinque mesi, in cui riesce ad allontanare Edoardo IV dal trono, l’esercito di York batte in modo definitivo quello di Lancaster.
Elizabeth e la sua progenie, anche grazie alle mire e agli incantesimi della madre* (che ha scatenato tempeste, fatto pozioni d’amore e tutte altre diavolerie di questo tipo), sono al sicuro.
Nel 1483 Edoardo muore di polmonite.
Gli succede suo figlio, il piccolo Edoardo V: ma il bambino viene portato nella Torre di Londra (che posto infimo. Non comprendo perchè abbiano continuato ad andarci) contrariamente al volere di sua madre, che infatti, non lo vedrà mai più. Poco dopo anche Riccardo viene richiesto dallo zio (il futuro Riccardo III) perché presenzi alla cerimonia di incoronazione del fratello maggiore.
I bambini entrano nella Torre nel giugno del 1483, e scompaiono due mesi dopo, in agosto. In ottobre, con la rivolta del duca di Buckingham che si opponeva al regno dell’usurpatore, Riccardo III, venne resa nota la scomparsa dei due principi: di loro nessuno seppe mai più niente.
Storia vs Finzione
Philippa Gregory nel suo romanzo avanza ipotesi e monta teorie, circa la scomparsa dei principi della torre. Nel romanzo, Elizabeth nasconde il figlio Riccardo e lo manda lontano in esilio nelle Fiandre, perché non subisca lo stesso destino di suo fratello: perciò, quando il re le obbliga di lasciar uscire il bambino dall’abbazia di Westminster in cui hanno trovato rifugio, Elizabeth sacrifica il figlio di un pover’uomo del mercato.
A seguire, quando scopre della scomparsa dei due bambini, Elizabeth si trova davanti a un mistero che apre le porte a tre soluzioni:
- i bambini sono stati uccisi da Riccardo III perché non contestassero il suo diritto al trono: ipotesi probabile, resa incerta dal fatto che Riccardo era riuscito nell’intento di far considerare illegittimi i figli di Elizabeth e Edoardo, con la scusa che egli fosse stato già promesso in sposo a un’altra donna prima del matrimonio con la Woodville.
- i bambini sono stati uccisi da lord Buckingham, che desiderava far ricadere la colpa su Riccardo III in modo che venisse estromesso dalla carica di regnante;
- i bambini sono stati uccisi per ordine di Margaret Beaufort: quest’ultima (spoiler: la regina della rosa rossa) è la madre del pretendente al trono Enrico Tudor (spoiler: il futuro Enrico VII)
Il mistero non viene svelato, ma da un confronto tra l’ex regina e il cognato salito al trono si comprende molto bene che l’autrice ritiene quest’ultimo innocente; la colpa, viene fatta ricadere almeno moralmente proprio su Margaret Beaufort.
Un’altra cosa che nel libro vien data per certa è l’ipotesi che Elizabeth abbia salvato il suo secondo figlio. In realtà storicamente questo non è accertato.
Conclusione
Riccardo torna dalla madre quando ella considera sicuro un suo rientro nel regno: con commozione il lettore segue le carezze della madre sulla testa del figlio, convinta che su quella stessa testa ritornerà la corona; nel frattempo sua figlia maggiore, Elisabetta, s’innamora di Riccardo III a corte, ricambiata.
Ma dal mare sta arrivando Enrico Tudor, ed Elizabeth lo sa: così stringe un doppio accordo, perché la mano di sua figlia vada all’uno o all’altro dei vincitori.
Noi sappiamo che Enrico trionferà: diverrà re con il nome di Enrico VII, prenderà in sposa proprio Elisabetta di York, e unendo i loro simboli, la rosa rossa e la rosa bianca, porranno fine alla Guerra delle Due Rose.
Dalla loro unione, nascerà Enrico VIII d’Inghilterra.
*La magia nel libro
Non so perché ci sia stata questa insistenza tra le pagine di un romanzo che sarebbe stato bellissimo e molto romanzato anche senza. Comunque: tutto gira intorno al fatto che per parte di mamma, parrebbe che Elizabeth discenda da Melusina, dea delle acque. Beh, la madre di Elizabeth viene persino accusata di stregoneria a un certo punto, perché compie dei rituali grazie ai quali Edoardo torna sempre dalla figlia.
Poi madre e figlia chiamano a raccolta i venti e scatenano una tempesta sul mare per aiutare Edoardo a scappare da Neville.
E poi ancora il mormorio delle acque comunica a Elisabetta -figlia primogenita di Edoardo IV- che il fratello Edoardo V chiuso nella Torre è morto.
Non mi è piaciuto. Ciò che mi è piaciuto fare, è stato attribuire un senso a queste pagine: sorvolando sui capitoli in cui il tutto viene marcato eccessivamente, ho pensato che Elizabeth, proprio come la madre, potesse essere così convinta delle sue origini magiche da usare le coincidenze per sentirsi spalleggiata nei momenti più difficili della sua vita.
Spiegandomelo così, ancora ancora, tutta la pappardella sua leggenda di Melusina acquisisce senso.
Diciamo che il fantasy e lo storico mi piacciono molto, ma quando rimangono ben distinti tra loro.
