Recensioni

Riflessioni – Eichmann

Ci sono cose veramente incredibili. L’umanità a volte finisce in certi vicoli ciechi. Lei “ebbe la tentazione” di salvarli tutti. In genere la tentazione è uccidere qualcuno. Lei riuscì a ribaltare tutto: la tentazione era non ucciderli. […] È l’aspetto più terribile della questione: nella storia c’è sempre chi fa il male […] ma di tanto in tanto c’è chi si spinge oltre, Herr Eichmann, chi riesce ad arrivare un passo dopo ancora: far sembrare a tutti che il male sia una cosa del tutto regolare. Lei fu tentato di salvarli tutti, ma era un uomo forte, non uno che cede. E infatti, alla fine il gas ci arrivò, nei lager.

Sono tantissimi gli spunti, tantissimi i passaggi che potrei citare per raccontare Eichmann: dove inizia la notte di Stefano Massini.

Ho scelto questo passaggio perché tra tutti, è quello maggiormente mi ha scatenato l’orrore.
Torniamo alla banalità del male. Al modo in cui la realtà può essere distorta quando qualcosa di così ripugnante come ciò che ha fatto Eichmann diventa, semplicemente, la normalità.

Eichmann è un dialogo fra Hannah Arendt e Adolf Eichmann, l’uomo che organizzò e rese possibile lo sterminio di milioni di ebrei nei campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale.
Una pagina di storia terrificante, i cui orrori sono secondi solo ad un’altra ipotesi: quella che tutto ciò possa essere dimenticato.

Non dimenticate, dunque: leggete, informatevi, guardate film, sfogliate giornali, spulciate YouTube. Non importa come, ma per favore, non dimenticate.
E quando vi diranno, perché ve lo diranno, che una singola persona non fa alcuna differenza e la storia non si cambia, rispondete che avere Memoria significa impedire che qualcun altro possa disporre della vostra vita.

Il potere è tutto lì: “disporre di una vita non tua”.

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