Recensioni

Anna Bolena, l’ossessione del re

anna bolena

Tirare le somme di questo romanzo è stato particolarmente complicato.

La figura di Anna Bolena mi ha scatenato tutta una serie di sentimenti nel corso della lettura, che si sono rincorsi, sovrapposti, altalenati fino al tragico finale.
Anna non è un’eroina. Anzi, la definirei senza indugi una vera villain. È un antieroe tutto al femminile.
Ambiziosa, intelligente, furba, priva di scrupoli: è una mente illuminata e fa un regalo importante ai posteri, ma la sua umanità è voltafaccia, il potere conta per lei più di qualunque altra cosa, sentimenti compresi.

L’infanzia e l’arrivo a corte di Anna Bolena

“Di stoffa non comune”: ci viene introdotta così Anna nel secondo (cronologicamente) romanzo di Alison Weir.

Dopo essersi congedati dalla Regina Caterina, si torna indietro nel tempo per far la conoscenza di Anna bambina: vivace, intelligente, intrepida, forse troppo per la sua età e il periodo storico in cui vive.
Anna riceve un’istruzione, ma è alla corte della reggente Margherita che la sua giovane mente sboccia davvero. Si appassiona alla letteratura, alla poesia, alle arti; e soprattutto, impara a sviluppare pensiero critico, a porsi domande e a cercare risposte nel mondo che la circonda. Sulla condizione delle donne, sulla chiesa, sulla religione e sul matrimonio.

Quando entra a far parte del seguito di damigelle di Caterina, per la prima volta in questo volume è possibile mettere a confronto le due donne.
Caterina D’Aragona è una donna colta e molto pia: la sua fede è incrollabile e immutabile, anche davanti all’esempio di corruzione del Vaticano, non vacilla mai. Crede fortemente nel potere delle donne, ed è convinta che, al pari di un uomo, sua figlia possa governare l’Inghilterra come sua madre governò la Spagna.
Isabella d’Aragona è un esempio anche per Anna, ma la scaltra giovane non ha la stessa fede di Caterina: anzi. Nulla in lei è incrollabile se non la fiducia nelle proprie capacità. Non si rimette a nessun altro che non sia lei stessa.

Anna Bolena, regina d’Inghilterra

Scopriamo la vera Anna solo dopo lo scoppio della “Grande Questione”, quando ormai il suo ruolo a corte è evidente a tutti, mentre aspetta di indossare la tanto agognata corona. Per tracciare di lei un ritratto completo bisogna analizzarne i rapporti più intimi, osservando come cambia il suo comportamento a seconda della situazione:

  • con Enrico VIII, il marito che non amerà mai: accetta il suo corteggiamento quando capisce che può darle potere, che lo tiene in pugno, e questo la inebria più della promessa dell’amore.
  • con Caterina D’Aragona e Maria Tudor, di cui riconosce le qualità finché non comincia a temerle: allora ne brama la morte, arriva a orchestrarla, a usare la sua influenza per cercare di ottenere una condanna alla pena di morte.
  • con George Bolena, il fratello che ama più di chiunque altro: la vediamo perdonargli cose che ha condannato in qualunque altro essere umano.
  • con Maria Bolena: la sorella con cui è in contrasto, che difende e condanna a momenti alterni. Anna è molto condizionata dal torto subito da Maria, stuprata giovanissima prima da Re Francesco e poi da Enrico. Eppure è pronta a dimenticarlo e a condannarla quando capisce di aver la possibilità di indossare la corona.

Alison Weir non fa nulla per condizionare le sensazioni del lettore: racconta Anna con le sue turbolenze e i suoi eccessi, le sue idee straordinarie e le sue vendette terribili, fa un ritratto di una donna che a volte può essere un grande esempio femminile e a volte è di una meschinità senza pari.
Non c’è alcun dubbio che Anna Bolena abbia fatto la storia: amata e odiata in egual misura, e sempre allo stremo, è una donna che sa esasperare qualunque sentimento.

Ho chiuso il libro con una sensazione di angoscia che è rimasta immutata nello stomaco, e con la certezza che comunque sia, Anna ha pagato un prezzo troppo alto per la sua ambizione.

2 pensieri su “Anna Bolena, l’ossessione del re”

Lascia un commento